Lotta disuguale al colon-retto
Il messaggio che la diagnosi precoce è determinante per combattere tumori frequenti come quelli della mammella o della prostata o della cervice uterina dovrebbe essere acquisito. Sembra lo sia di meno invece per un'altra neoplasia che pure è al terzo posto nel mondo per incidenza e al secondo posto in Europa tra i "big killer", con circa 500 morti al giorno (e oltre 400.000 nuovi casi all'anno): il tumore del colon-retto. Eppure a differenza di altri tipi di cancro più del 90% dei malati potrebbe andare incontro a remissione grazie a diagnosi precoce e terapia tempestiva: lo screening è fondamentale, ma su questo come sull'accesso alle terapie più avanzate in Europa c'è grande disomogeneità tra paesi e all'interno degli stessi, come emerge da un rapporto realizzato dalla London School of Economics presentato a Milano.Ogni giorno in Italia 120 persone ricevono una diagnosi di tumore del colon retto e 40 muoiono a causa di questa malattia, circa 15.000 l’anno. Si tratta del secondo “big killer” tra le neoplasie dopo il tumore al polmone. Eppure gran parte di questi decessi si potrebbe evitare, perchè a differenza di altri tipi di tumore, oltre il 90% dei pazienti con carcinoma colorettale, potrebbe andare incontro a remissione con diagnosi precoce e trattamento tempestivo.
Appare indispensabile agire velocemente per aumentare la cultura della prevenzione, favorire la diagnosi precoce e sfruttare il potenziale delle terapie più innovative, in particolare quello dei farmaci biotecnologici come il primo anticorpo monoclonale anti-angiogenico, che ha dimostrato di portare benefici significativi in termini di miglioramento generale e/o di sopravvivenza libera da progressione di malattia nel tumore del colon retto in fase metastatica.
Fonti
Roche.it.
