Prevenzione Diabete

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Bisogna cercare di limitare da subito l'accesso alla terapia attraverso la prevenzione.

Il costo del diabete

"Il 4,3% della spesa farmaceutica totale è rappresentato proprio da prodotti contro il diabete". A spiegarlo è, direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), intervenuto ieri a Roma durante il 'Changing diabetes barometer forum', in programma fino a oggi nella Capitale. "I farmaci contro il diabete - riassume il direttore generale - sono fondamentalmente insuline e ipoglicemizzanti orali. La spesa per questi prodotti si aggira attorno ai 450 milioni di euro, di cui 200 solo per le insuline". Importante potrebbe essere il contributo delle nuove tecnologie, "non tanto per i farmaci, dove abbiamo un 'arsenale' piuttosto nutrito, quanto per fare prevenzione e consentire una diagnostica di massa. La malattia è cronica - ricorda infine Rasi - e bisogna quindi cercare di limitare da subito l'accesso alla terapia attraverso la prevenzione" Guido Rasi


Fonti
Farmacista 33
3 aprile 2009 - Anno 5, Numero 62
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Cure territoriali per il diabete

"La prevenzione del diabete, specialmente per quanto riguarda le complicanze della malattia, deve essere spostata sempre di più dall'ospedale al territorio". E' la ricetta formulata dal sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, per combattere questa patologia sempre più diffusa in Italia e nel mondo. Il sottosegretario ha indicato l'indirizzo da seguire durante il 'Changing diabetes barometer forum', in programma ieri e oggi a Roma. Secondo Fazio non bisogna abbassare la guardia nei confronti del diabete ed è doveroso proseguire lungo una strada di prevenzione 'triplice'. "Quella primaria rappresentata dalla correzione degli stili di vita sbagliati, quella secondaria condotta sui soggetti a forte rischio e quella terziaria per le complicanze della malattia". Quest'ultimo punto sta molto a cuore al sottosegretario. "Abbiamo una grande esperienza professionale negli ospedali - spiega - dobbiamo utilizzarla sempre di più sul territorio, con interventi di assistenza capillari. L'ospedale deve diventare un luogo dove il paziente si reca sempre meno, solo per gli esami davvero necessari. Per questo motivo dobbiamo potenziare sempre di più la territorialità".

In questo momento nel nostro Paese ci sono 650 centri di diabetologia, sia ospedali che territoriali, eppure i pazienti faticano a seguire le linee guida degli esperti. "Ci sono molti fumatori - aggiunge Fazio - tanti altri sono obesi. Dobbiamo quindi applicare al diabetico quelle tecniche assistenziali in grado di prevenirne le complicanze, migliorando l'adesione dei soggetti al percorso diagnostico-terapeutico. In questo senso - conclude - è importante l'esempio del progetto Igea", condotto dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell'Istituto superiore di sanità (Iss) su mandato del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm).

Fonti
Giornale medico
6 aprile 2009 - Anno 5, Numero 63

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